terapie domiciliari con Spring Device

Uso domiciliare di Spring Device

Dispositivo medico certificato per eseguire lo stretching mandibolare dinamico in sicurezza in studio e per uso domiciliare.

Il dispositivo Spring Device permette di eseguire gli esercizi di stretching mandibolare autonomamente, con semplicità e garantisce che siano sistematicamente corretti in totale sicurezza.

Il funzionamento di Spring Device è semplice, basta mordere le estremità anatomiche del dispositivo ricoperte in TPE (chiusura attiva) per poi lasciare che sia lo stesso dispositivo a determinare la riapertura della bocca (apertura passiva).

Questo semplice esercizio guidato e sistematico permette di rilassare la muscolatura della mandibola.

Nell’uso domiciliare per breve periodo (7-10 giorni), ad esempio in caso di preparazione ad un intervento, si consiglia una settimana prima, di eseguire un ciclo di esercizi di stretching mandibolare dinamico con Spring Device di 10 minuti ciascuno per almeno 3 volte al giorno per ottenere i seguenti benefici per la bocca:

  1. Acquista maggiore elasticità muscolare, facilitando prolungate sedute odontoiatriche. Implantologia guidata, estrazioni complesse o multiple ecc…;
  2. Aumenta la sua apertura creando un doppio vantaggio: il paziente soffre meno e il clinico lavora meglio
  3. Aumenta la capacità di apertura per rendere più agevole e corretto il rilevamento delle dimensioni verticali ed in particolar modo la dove vi è la necessità di recuperare uno spazio che nel paziente si è ridotto nel tempo;
  4. Permette con maggiore facilità al sistema neuromuscolare di “accettare” una nuova dimensione verticale, come ad esempio una protesi nuova o modifiche del rapporto interdentale come ad esempio bite.

Uso domiciliare Spring Device per lungo periodo

Nell’uso domiciliare per lungo periodo (per 30 o più giorni), eseguire gli esercizi di Stretching Mandibolare Dinamico con Spring Device con sedute da 10 minuti ciascuno per 3 volte al giorno nei casi di:

  • Presenza di dolore del Articolazione Temporomandibolare.
  • Presenza di Bruxismo.
  • In presenza di Brackets in Ortodonzia, specie dell’adulto, ogniqualvolta cominci una certa Contrattura Muscolare che causa dolore, dove emerge l’impossibilità di usare Bite per la presenza di Attacchi Ortodontici.
  • Presenza di Trisma Mandibolare o ipomobilità mandibolare post intervento Maxillo Facciale o post trauma, un paziente affetto da questi stati fisiologici potrà essere sottoposto a Terapia domicliare guidata, magari con controlli periodici, per decontrarre i muscoli e aumentare la mobilità articolare.
  • Azione di prevenzione della degenerazione della cartilagine delle ATM (articolazioni temporo mandibolari).
  • Nella Riabilitazione Sportiva e recupero fisico dell’atleta
  • Acufeni legati a disturbi Temporomandibolari, casistica in percentuale variabile tra il 25% e il 65%.

NOTA: Le Linee Guida dell’Accademia Americana del dolore orofacciale raccomandano un approccio multidisciplinare al disordine Temporomandibolare (Temporo Mandibular Disorder TMD). La raccomandazione dell’Accademia è quella di associare il Bite a Fisioterapia; lo Spring device™ ne aumenta la compliance.

In caso di trattamento prolungato di alcuni mesi, può essere valutata la possibilità di ridurre la frequenza degli esercizi.

Tutto questo è schematizzato nella scheda seguente che come le indicazioni fin qui mostrate è sempre a titolo esemplificativo e NON sostituisce la consulenza del medico.

Tabella guida alle terapie